Alfredo Cospito 41 bis-etik kanpora! (2026ko maiatza)

Maiatzean Alfredo Cospito kide narkistak 4 urte beteko ditu 41 bis artikuluak bideratzen duen muturreko isolamendu erregimenean, Sardiniako Bancali-ko espetxean giltzapetuta eta lurperatuta. Horren harira Italiako Justizia ministroak gure kidea erregimen torturatzaile horretan beste bi urtez mantentzea edo hartatik irtetea erabaki beharko du, eta aurrerantzean bi urtean behin berrikusiko diote.

Gure lagunaren aurkako mendeku politikoaren adierazpena ezezik Alfredo 41 bisean mantentzea disidentzia eta erresistentzia ororen aurkako meatxu argi bat da, 2022an izan zen bezela… egunotan Italian agintarien agendaren aurka egiten duen oro, nahiz eta legezko protesta bideak erabili, errepresio bortitza jasaten ari den egunotan eta errepresioa errazteko legediak aldatzen dituen klase politiko neofaxistaren aurrean inoiz baino garrantzitsuagoa da Alfredori eta haren alde borrokan ari diren lagunei gure elkartasuna adieraztea!

Erroman apirilaren 10ean Alfredoren aldeko mobilizazioen gainean eztabaidatzeko asanblada ireki bat ospatuko dute eta apirilaren 18an, Erroman ere, Alfredo Cospitoren aldeko manifestazio nazionala burutuko da.

Hona hemen deialdiaren   itzulpena (gaztelaniaz):

*Esas cárceles son prisiones de guerra. Alfredo fuera del  41bis*

La vida de Alfredo Cospito vuelve a estar en manos del Ministro de Justicia y, por lo tanto, del gobierno, ya que sus primeros cuatro años bajo el régimen 41bis expiran a principios de mayo. A partir de ese momento, el plazo se renovará cada dos años. La historia de Alfredo ahora es conocida por amplios sectores de la sociedad, que han tomado conciencia de la violencia del régimen del 41bis gracias a la huelga de hambre que Alfredo llevó a cabo durante más de 180 días entre 2022 y 2023, y a la fuerte movilización nacional e internacional en su solidaridad. Las condiciones de detención de Alfredo han empeorado: no puede recibir ningún tipo de libro (ni siquiera los que no tienen contenido político), la censura a sus cartas ha aumentado y ni siquiera puede conseguir harina para hacer pan. Este nuevo ensañamiento es claramente una represalia tras la condena del subsecretario de Justicia Delmastro por revelar secretos oficiales. El subsecretario de Justicia había remitido a Donzelli, líder del partido gobernante, documentos del Departamento de la Administración Penitenciaria sobre conversaciones que Alfredo había mantenido con otros reclusos de su sección durante el tiempo de ejercicio. La solidaridad con Alfredo no ha sido solo una lucha por él. Como se ha dicho en repetidas ocasiones, un anarquista bajo el régimen del 41bis hoy en día es una advertencia para todos, ya que esta extensión de dicho régimen penitenciario representa uno de los puntos más avanzados de la actual fase reaccionaria. La persecución contra él, de hecho, se deriva principalmente del deseo de acabar con cualquier forma de disidencia, desde la radical hasta la permitida. El estado permanente de preparación para la guerra, en el que nos hemos visto inmersos durante los últimos cuatro años, es el resultado de un ajuste de la agenda y la propaganda del Estado. El autoritarismo, los recortes en el gasto público, la militarización de la sociedad, la guerra contra los pobres, el patriarcado, las leyes racistas, la detención administrativa (CPR), pero sobre todo, la feroz celebración de todo esto, representan el marco económico y cultural al que la población se está acostumbrando. Los pobres son individuos sobrantes que deben ser confinados fuera del consenso social. Los disidentes son enemigos a combatir, el conflicto social es terrorismo. El imperativo es ley y orden, o prisión. Y por eso es apropiado considerar las prisiones como verdaderas prisiones de guerra y a lxs detenidxs como verdaderxs prisionerxs de una guerra que, si bien aún no ha detonado bombas en este rincón del mundo, impone la necesidad preventiva de cerrar filas para desalentar y desincentivar no solo el conflicto social, sino cualquier forma de oposición. Esas cárceles son las de Anan, condenado a 5 años y 6 meses por ser palestino y participar en la resistencia contra la ocupación israelí; son las prisiones de Tarek Dridi, condenado por delito de resistencia durante la manifestación proPalestina del 5 de octubre de 2024; son las prisiones de Ahmad Salem, recluido en un centro de alta seguridad únicamente por haber visto vídeos que se podían encontrar en internet, pero que los investigadores consideraron pruebas de preparativos para utilizar artefactos explosivos con los que llevar a cabo actos terroristas. Por Alfredo, por la abolición del artículo/régimen 41bis, por todxs lxs presxs, por los desertores de todas las guerras, por el desmantelamiento del aparato militar y de la ideología militarista y patriarcal, por todxs aquellxs reprimidxs por actuar en solidaridad con Palestina. Hacemos un llamamiento a quienes se manifestaron hace tres años, a ese sector de la sociedad que ha salido a las calles por Palestina en los últimos años y que no está acostumbrado a guardar silencio ante la injusticia.
El 10 de abril asamblea pública en Roma. Estaremos en las calles de Roma el 18 de abril por Alfredo. Esas prisiones son cárceles. Alfredo fuera del 41bis. Libertad para todxs.
Compañerxs contra las prisiones

*Deialdia italieraz:

*Quelle carceri sono delle prigioni di guerra. Fuori Alfredo dal 41bis*

La vita di Alfredo Cospito passa di nuovo per le mani del Ministro della Giustizia, quindi del governo, poiché nei primi giorni di maggio scadono i primi 4 anni in regime di 41bis. Da quel momento in poi, il termine vedrà la sua cadenza ogni 2 anni. La storia di Alfredo oggi è conosciuta da ampi settori della società che hanno preso consapevolezza della violenza del 41bis grazie allo sciopero della fame di oltre 180 giorni, che Alfredo ha portato avanti a cavallo tra il 2022 e il 2023, e alla forte mobilitazione nazionale e internazionale in sua solidarietà. Attualmente le condizioni detentive di Alfredo sono peggiorate: non può ricevere alcun tipo di libro (anche quelli privi di contenuti politici), la censura sulle lettere è aumentata e non può ottenere nemmeno la farina per il pane. Questo ulteriore accanimento è un’evidente rappresaglia in seguito alla sentenza contro il Sottosegretario alla Giustizia, Delmastro, condannato per rivelazioni di segreti d’ufficio. Il Sottosegretario alla Giustizia aveva trasmesso a Donzelli, responsabile del partito di governo, dei documenti del DAP riguardanti conversazioni che Alfredo aveva avuto con altri detenuti della sua sezione durante l’ora d’aria. La solidarietà con Alfredo non è mai stata solo una lotta per Alfredo. Come più volte si è detto, un anarchico in 41bis oggi è un avvertimento per tutt, poichè questa ulteriore estensione di quel regime carcerario costituisce una delle punte più avanzate dell’attuale fase reazionaria. L’accanimento contro di lui, infatti, ha come principale spiegazione la volontà di chiudere la partita con ogni forma di dissenso, da quelle radicali a quelle consentite. Lo stato permanente di preparazione alla guerra, in cui siamo immers da quattro anni a questa parte, è il risultato di un adeguamento dell’agenda e della propaganda dello Stato. Autoritarismo, tagli alla spesa pubblica, militarizzazione della società, guerra ai poveri, patriarcato, leggi razziste, detenzione amministrativa (CPR), ma soprattutto, la feroce celebrazione di tutto ciò, rappresentano l’impalcatura economica e culturale a cui stanno abituando la popolazione. I poveri sono individui in eccesso da confinare fuori il consesso sociale. Le persone dissidenti sono nemic da combattere, il conflitto sociale terrorismo. L’imperativo è legge e ordine, o prigione. Ed è per questo che è appropriato considerare le carceri come delle vere e proprie prigioni e le persone detenute vere e proprie prigioniere di una guerra che, pur non avendo ancora fatto esplodere bombe in questo angolo di mondo, impone la necessità preventiva di serrare i ranghi per scoraggiare e disincentivare non solo il conflitto sociale ma ogni forma di opposizione. Quelle carceri sono delle prigioni per Anan, condannato a 5 anni e 6 mesi in quanto palestinese che ha preso parte alla resistenza contro l’occupazione israeliana; sono delle prigioni per Tarek Dridi, condannato per reato di resistenza all’interno della manifestazione del 5 ottobre 2024; sono delle prigioni per Ahmad Salem, in regime di Alta Sicurezza solamente per aver visionato dei video rintracciabili da chiunque sul web ma ritenuti dagli inquirenti prove della preparazione all’uso di ordigni per il compimento di atti con finalità di terrorismo. Per Alfredo, per l’abolizione del 41bis, per tutte le persone prigioniere, per la diserzione da ogni guerra, per lo smantellamento dell’apparato militare e dell’ideologia militarista e patriarcale, per tutte le persone colpite dalla repressione per aver agito in solidarietà con la Palestina. Facciamo appello a coloro che tre anni fa hanno preso una posizione, a quella parte di società che in questi anni è scesa in strada per la Palestina, e che di fronte alle ingiustizie non è solita tacere.

Il 10 aprile assemblea pubblica a Roma. Il 18 aprile saremo in strada a Roma per Alfredo. Quelle carceri sono delle prigioni Fuori Alfredo dal 41bis Libertà per tutti e tutte

Compagnx contro le galere